GO UP

DOVE PRATICARE CANOA, RAFTING, TORRENTISMO, CANOYOING E STAND UP PADDLE (SUP)

Diverse sono le aree dedicate alle attività acquatiche sportive, immerse in un paesaggio selvaggio, gole fra le montagne percorse da fiumi, rupi, grotte, boschi, cascate e rapide. Alcuni tratti del Fiume Liri, Gari, Melfa, Aniene, Lago di Posta Fibreno e Lago di Cardito (tra i comuni di San Biagio Saracinisco e Vallerotonda), sono adatti per la pratica della canoa, il rafting e il Kayak. Le Gole del Melfa possono essere discese non solo nei periodi di secca bensi anche in quelli con abbondanza d’acqua poiché il suo scorrere è percorribile anche quando è vorticoso. Durante metà percorso delle Gole troviamo il Torrente Contieri che confluisce nel Melfa scorrendo in una forra molto levigata. Lungo il percorso troviamo anche il Torrente Arimucci, con circa tre ore di passaggi fino a raggiungere la cascata finale. Distante ed impegnativo è il Fosso Terelle, con salti e passaggi notevoli incassati tra rocce e rapide. In alcuni tratti rocciosi nelle alte colline di Santopadre e a ridosso della marsica e dei monti laziali e confinante con il Parco Regionale d’Abruzzo troviamo il Vallone Lacerno, caratterizzati da numerosi torrenti, ricchi di pozze, scivoli sinuosi e cascate rapide dove viene praticato il torrentismo.

FIUME LIRI

Il Liri è un fiume dell’Italia centro-meridionale, che si sviluppa tra l’Abruzzo, il Lazio e la Campania, con un percorso di 120 km dalla sorgente fino alla confluenza con il Gari, dove prende il nome di Garigliano. Nasce in Abruzzo a Petrella Liri, frazione di Cappadocia, a 1108 metri s.l.m. dal Monte Camiciola scorrendo lungo un percorso dove riceve le acque di numerosi torrenti e fiumi andando poi a sfociare nel Mar Tirreno nel Golfo di Gaeta, conservando per tutto il percorso i confini naturali tra il Lazio e Campania.

FIUME MELFA

Il Melfa è un fiume del Lazio affluente di sinistra del Liri, in cui si getta dopo un percorso di 40 km. Nasce da un’alta roccia calcarea nella Valle di Canneto a 1020 m s.l.m. nel versante laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise alle pendici del Monte Meta. Dopo un lungo percoso con sbalzi e cascate, percorre la Valle di Comino, Picinisco, Atina, Casalattico, Casalvieri fino a giungere nelle propagini del Monte Cairo, alla fine del quale raggiunge la valle del fiume Liri, fino a sfociare nei pressi di Roccasecca.

FIUME GARI

Il Gari è un fiume dell’Italia centro-meridionale che si sviluppa nel Lazio meridionale, nella zona del Cassinate. Il fiume deve la sua importanza per il fatto che, dalla sua confluenza con il Liri, nasce il fiume Garigliano, che segna il confine meridionale tra le regioni Lazio e Campania. Il Gari nasce nel cuore della città di Cassino, le sue sorgenti sorgono alle pendici di Montecassino e della Rocca Janula. Dopo un breve tratto sotterraneo, il Gari riemerge all’interno del Parco XV Marzo 1944 di Cassino, dove si divide in due rami, che si ricongiungono all’interno del parco stesso, formando il caratteristico laghetto. Lungo il suo cammino il Gari riceve le acque del Rapido nei pressi delle Terme varroniane, dove incrementa la sua portata grazie anche all’afflusso di innumerevoli fonti di acque sorgive, e dopo essersi congiunto con il Liri, il fiume da qui prosegue andando poi a sfociare nel Mar Tirreno nel Golfo di Gaeta.

FIUME ANIENE

L’Aniene è un fiume del Lazio lungo 99 km, principale affluente di sinistra del Tevere dopo il fiume Nera. Nasce sul confine tra Lazio e Abruzzo sul Monte Tarino tra le province di Roma e Frosinone, da due sorgenti, la prima prende il nome di Capo Aniene o Sorgente di Riglioso ed è posta a circa 1200 metri.La seconda sorgente è il Simbrivio nasce, invece, a Vallepietra, Monte Autore e confluisce nell’Aniene nel comune di Trevi nel Lazio. Dopo un percorso di circa 99 km, giunto a Roma, confluisce nel Tevere, di cui è uno dei maggiori affluenti. Maestosa è la cascata di Tivoli, in cui l’Aniene si getta in un salto di circa 120 m, si attesta tra le più alte d’Italia.

LAGO DI POSTA FIBRENO

Il lago è situato nella Valle di Comino al confine del Lazio con l’Abruzzo e il Molise nella media Valle del Liri. Oltre che per la sua fauna endemica il lago presenta una curiosità naturale, costituita dall’isola galleggiante, dallo spessore di circa quattro metri formato da rizomi, torba e radici. L’isola galleggiante fu originata da un’eccezionale corrente sotterranea che fece sollevare il fondo di torba da quasi nove metri sotto il livello dell’acqua. Localmente viene chiamata “La Rota” per la sua forma tondeggiante e conica di circa trenta metri di diametro, si sposta e gira come uno spirografo, grazie al vento o per l’aumento della portata delle sorgenti che sfociano nei pressi dell’area di pertinenza.

LAGO DI CARDITO

Denominato anche lago Selva derivante dalla località La Selva frazione di Cardito nel comune di Vallerotonda. Il lago è situato nell’Italia centrale tra il comune di Vallerotonda e il comune di San Biagio Saracinisco. Di origine artificiale, si è formato con la costruzione negli anni sessanta del bacino idroelettrico a servizio delle centrali idroelettriche dell’Enel.

TORRENTE LACERNO

Il Vallone Lacerno è situato a sud-occidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ha origine alla confluenza tra il vasto altopiano di Campo di grano 1714 m s.l.m. dominato dal Monte Cornacchia e la Val San Pietro. Scorre in questo canalone, piuttosto aspro, nei comuni di Pescosolido e Campoli Appennino fino a Sora, dove si versa nel fiume Liri. Il torrente è un’imponente e selvaggia incisione boscosa tra balze rocciose e vette appenniniche. La gola del torrente può essere suddivisa in due parti. La parte inferiore inizia alla quota della falda idrica, e dunque è alimentata da copiose sorgenti perenni, che ricevono l’acqua dai grossi bacini carsici sovrastanti. La maggior parte dell’acqua del Lacerno viene captata, ma l’acqua che rimane è comunque sufficiente a garantire un buono scorrimento idrico anche in piena estate.

GOLA DI VALLE CONTIERI

Il Fosso Contieri è situato nel comune di Santoapadre e si getta nelle Gole del Melfa con un percorso a tratti inforrato tra basse pareti, e con belle erosioni. È particolarmente piacevole in inverno, nei periodi piovosi. Ma lungo il tratto delle colline di Santopadre ed Arpino sono numerosi gli itinerari torrentistici che con le loro acque cristalline, tratti incassati, brevi forre, cascate, pozze e tratti di marcia creano se pur piccoli ma piacevoli salti e vasche. Tra cui il Fosso di Santopadre, il Fosso Raimucci, il Fosso di Montecoccioli, il Fosso dei Tre Archi, il Fosso della Valle, la cascata del Morrone e il Rio Moscosa.

FOSSO DI TERELLE

La gola del Fosso di Terelle è un percorso torrentistico lungo ed impegnativo, caratterizzato da nuemerose cascate e strettoie, ma raramente va in piena ed è una zona fortemente carsica.